Tenerife, un vulcano di isola

mai stata alle Isole Canarie, decido di partire con un’amica per trascorrere il Capodanno

parlano tutti di un’eterna primavera, e in effetti il clima appare da subito piacevole

soggiorniamo a Puerto de Santiago, a sud dell’isola, una delle zone più calde in questo periodo dell’anno…25° a fine dicembre non sono niente male 😉

Playa la Arena è una graziosa spiaggia di sabbia nera vulcanica. Risplende di pagliuzze dorate, è un vero piacere sdraiarsi a prendere il sole, e osservare chi si cimenta col surf tra le onde dell’oceano, quando mostrano la loro forza

dopo un primo giorno di relax, partiamo in avanscoperta per vedere le tante spiagge dell’isola

premetto che siamo arrivate in hotel la notte prima, e qui un consiglio spassionato, scegliete l’aeroporto Nord o Sud di Tenerife, a seconda della località dove alloggerete

pur essendo collegata da un’efficiente rete di autobus, gli spostamenti sono piuttosto lunghi, per via delle tante fermate, inoltre, i bus notturni hanno dei limiti di tratte ed orari, quindi vi ritroverete a cambiare più mezzi, taxi compresi, per raggiungere il lato opposto dell’isola

per cui Aeroporto del Nord, se alloggiate a Santa Cruz o Puerto de La Cruz, che vi consiglio per la stagione primavera-estate, e Aeroporto del Sud, se soggiornate nelle località che spaziano dalla Costa del Silencio, a Costa Adeje, comprese Los Cristianos e Las Americas, nonchè Playa La Arena e Los Gigantes

quest’ultima regala delle bellissime piscine naturali, dove si riesce anche a fare il bagno, l’acqua è comunque fredda, ma non da brivido

le piscine di Los Gigantes sono le prime che esploriamo, e si rivelano una piacevole scoperta. Per arrivarci, c’è una bella passeggiata sull’oceano, da cui si ammira l’isola di Gomera, meno conosciuta, ma anch’essa parte delle Isole Canarie. Saranno diversi i tramonti che ammireremo osservandola dalla spiaggia di La Arena e dintorni.

da queste parti si trovano un paio di negozietti carini, si distinguono dagli altri che vendono più o meno tutti gli stessi souvenir anonimi

uno è gestito da una ragazza di origini lituane, ci dice di abitare qui da un anno e, molto carinamente, ci consiglia alcuni posti da visitare, tra cui la meravigliosa spiaggia di Abama, dove andremo il 1° dell’anno

si trova in una baia molto ben tenuta, poiché di fatto viene gestita da uno dei favolosi hotel della catena Ritz-Carlton

comodissima da raggiungere in autobus, la fermata è praticamente all’ingresso della struttura alberghiera, si prende poi la strada a destra che in circa 1 km porta alla discesa verso la spiaggia, costeggiando i vari edifici dell’hotel, di cui ammiriamo piscina, ristorante e quant’altro allieta i fortunati ospiti di questo resort

c’è addirittura un ascensore per scendere in spiaggia, ci han detto riservato agli ospiti del Ritz-Carlton, anche se in realtà non c’erano cartelli, prendiamo comunque la scalinata in pietra, molto comoda e panoramica, che porta alla spiaggia

sotto scopriamo che esiste anche un trenino che accompagna gli ospiti lungo i tornanti che portano in spiaggia

la stessa è attrezzata molto elegantemente con lettini, bagnini in divise alla moda e un bar-ristorante, con annesse toilette, molto fashion

il tutto può essere utilizzato da chiunque, dietro pagamento, ma esiste un bel pezzo di spiaggia libera dove sdraiarsi e consumare liberamente la propria colazione al sacco

sulla sinistra c’è una breve passeggiata in pietra sotto la roccia, in fondo alla quale si apre un bellissimo scorcio sull’oceano

le onde sono abbastanza forti da questo lato, mentre, di fronte alla spiaggia, dei sassi, probabilmente posizionati artificialmente, rendono la zona facilmente balneabile, e l’acqua pare quasi meno fredda, ma ugualmente ci limitiamo al relax sdraiate in spiaggia

tornando alle nostre esplorazioni, una delle prime spiagge dove approdiamo è Playa de El Duque, nella località di Fañabé, cittadina di cui notiamo subito una certa eleganza, con una piacevole passeggiata che porta al mare, a tratti panoramica, e degli immensi centri commerciali, in parte dedicati alle grandi firme, ed un grazioso mini-suk, rigorosamente fake, di qualità

località deliziosa, peccato arrivarci ormai nel tardo pomeriggio, ma giusto in tempo per goderci il tramonto in riva al mare e passeggiare

l’esperienza ci insegna che è meglio viaggiare con autobus diretti, dove possibile, l’alternativa è quella di trascorrere 1h30m in viaggio, tra sali e scendi per le strade tortuose dell’isola, per percorrere distanze di appena 25 km

se da un lato si possono ammirare i panorami, incredibile la quantità di bananeti, una delle colture principali, dall’altro fa perdere tempo da dedicare alla spiaggia o altre attività

potrebbe sembrare un consiglio scontato, ma non lo è

per chi è debole di stomaco, considerate che gli autisti viaggiano belli spediti su e giù per i tornanti, sicuramente abituati alla conformazione dell’isola

se pensate di trovarvi a sud, in fondo le Canarie appartengono alla Spagna, dovrete rivedere le vostre idee, c’è ben poco che ricorda la siesta o gli orari tardivi dei cugini del continente

il giorno seguente partiamo di buon mattino in direzione della capitale, Santa Cruz

non avendo potuto noleggiare un’auto (tutto fully booked fino al 1° dell’anno) dobbiamo organizzarci con un paio di cambi d’autobus, viaggio comunque comodo e che ci consente di attraversare varie zone dell’isola e notare come cambi il clima da una località all’altra (la guida che ci accompagnerà sul Teide ci informa che esistono ben 25 micro-clima!)

arrivate alla stazione degli autobus, raggiungiamo a piedi il centro, che si trova poco distante

ci imbattiamo subito in un simpatico mercatino all’aperto, dove gironzoliamo in tranquillità fino ad arrivare al mercato coperto “Mercado Municipal Nuestra Senora de Africa”

grazioso spazio dedicato alle varie botteghe, soprattutto enogastronomiche, con un minimarket al piano inferiore, dove poter fare acquisti culinari, ricordate che le attività chiudono alle h 14.00

da qui attraversiamo il ponte che ci porta verso il centro storico, ai lati del quale ci sono ricordi della battaglia con cui l’ammiraglio inglese Nelson cercò invano di conquistare le Isole Canarie, avvicinandosi proprio al porto di Santa Cruz de Tenerife

arriviamo nel cuore antico della città, breve giro a vedere la chiesa di Iglesia de Nuestra Señora de la Concepción, che purtroppo troviamo chiusa e in parte in restauro, tempo di fare due foto e ci spostiamo verso Plaza de España, grande piazza circolare che corre sul lungomare, con al centro una gigantesca fontana e sullo sfondo uno splendido panorama che da sulle montagne

peccato per il cielo nuvoloso, comunque immancabile la foto ricordo con la scritta della città

accanto c’è il monumento ai caduti, nonché un edificio, in realtà sede del comune, dove una signora ci consiglia caldamente d’entrare, per ammirare un presepe veramente delizioso, che oltre a rappresentare la Natività, simboleggia anche un buon auspicio per le attività della comunità

vi sono inoltre un paio di splendide opere alla parete, che meritano altrettanto interesse fotografico

da qui proseguiamo per Calle Castillo, corso principale della città, pieno di negozi e bar di ogni genere, dove trovano sede tante tra le principali catene della grande distribuzione, da Zara a Mango e così via

la nostra concentrazione è più rivolta a cercare i palazzi antichi, che non alle vetrine dei negozi, in questa zona si trovano infatti il Palazzo della Carta, oggi sede di una banca, che tuttavia si nota poco in mezzo agli altri edifici, e in una strada laterale, dopo un piacevole piccolo parco, notiamo quello che era una sorta di cooperativa di inizio secolo


la nostra guida non ne parla, ma l’edificio è molto bello e una targa ne spiega la storia

qui vicino si trovano anche il museo delle Belle Arti, che a quanto pare contiene una collezione molto interessante, opere che arrivano dai musei di Madrid, e la Iglesia de San Francisco, dove entriamo a curiosare, con piacevole ammirazione

il nostro breve giro del centro città si conclude, abbiamo infatti deciso di dedicare il pomeriggio alle famose spiagge della località Los Cristianos, ci attende quindi un transfer in bus di almeno un’ora, seppur con comodo autobus diretto

non ci fermiamo nelle spiagge della zone, poiché non si tratta della stagione giusta, oltre ad essere una giornata nuvolosa e freddina

Los Cristianos, e con essa Playa de Las Americas, si rivela molto graziosa, con varie spiagge grandi, vie con negozi, ed un inaspettato piacevole mercatino in riva al mare, dove troviamo finalmente oggetti originali e d’artigianato

non mancano ovviamente bar e ristoranti ovunque, e la passeggiata lungomare è piuttosto lunga e ci consente di ammirare uno splendido tramonto

l’ultimo dell’anno ci regaliamo una bellissima gita, a cui accennavo prima, per salire sul vulcano dell’isola, il Teide

la guida, un signore tedesco, cresciuto in Svizzera e residente a Tenerife da diversi anni, ci farà compagnia elargendo racconti interessanti sulla storia, la geografia e la geologia dell’isola

il Teide è un vulcano alto quasi 3800 mt, persino più dell’Etna, le temperature sono tuttavia gradevoli, ci attrezziamo con calzoni lunghi, scarpe chiuse e giacca, ma finalmente è uscito il sole ed è una bella giornata!

la pausa in pullman ci concede appena 20 minuti, ma sono sufficienti per ammirare il paesaggio e scattare varie fotografie

questa parte dell’isola, siamo a nord-ovest, mi affascina da subito per la sua vegetazione molto più rigogliosa rispetto alla zona sud dove siamo state finora

le tratte in pullman sono abbastanza lunghe ma rese gradevoli dai racconti della guida, che si diletta a ripeterli in quattro lingue diverse, il che lo rende divertente

e ci danno la possibilità di ammirare il paesaggio collinare, con tanto di sosta dove degustare il liquore tipico dell’isola, un rum al miele, prodotto solo qui

fanno inoltre un caffè speciale, con tanto di latte condensato e cioccolato, che pero’ mi astengo dall’assaggiare